Paura dei terzi molari? Ecco chi sono i denti del giudizio e quando è necessario estrarli

Sono gli ultimi denti a spuntare e quelli che possono creare qualche grattacapo in più. I denti del giudizio, o terzi molari, si formano durante l’infanzia e solitamente spuntano tra i 15 e i 25 anni. Se in passato si tendeva a rimuoverli il più presto possibile, al giorno d’oggi i dentisti preferiscono effettuare l’estrazione dei terzi molari solo nei casi in cui questa si renda necessaria. È quindi importante mantenere sotto controllo la crescita dei denti del giudizio, per essere pronti a intervenire nel caso in cui fosse necessario estrarli per evitare che possano causare problemi al resto del cavo orale.

I DENTI DEL GIUDIZIO, QUESTI SCONOSCIUTI

Denti del giudizio, terzi molari, ottavi: ma di cosa stiamo parlando precisamente? Si tratta di quattro molari che si sviluppano più tardi rispetto al resto della dentatura, andando a completare la normale conformazione definitiva di 32 denti. Pur non essendo indispensabili per una masticazione efficiente, la loro presenza ha un motivo legato all’evoluzione e all’alimentazione degli uomini primitivi.

I denti del giudizio sono infatti legati al passato remoto dell’uomo, quando l’alimentazione era costituita esclusivamente da cibi crudi e quindi più duri da masticare. La morfologia del cranio umano si è nel tempo modificata in funzione del variare dello stile di vita e dell’alimentazione, riducendo la dimensione dei mascellari a discapito dello spazio necessario alla corretta eruzione dei denti del giudizio.

Non sempre infatti il dente del giudizio si forma: in questo caso si parla di ipodonzia, che è la condizione in cui non sono presenti tutti e quattro gli ottavi. I problemi possono verificarsi quando i denti non fuoriescono completamente, creando il rischio di infiammazioni.

QUANDO È NECESSARIO INTERVENIRE?

Se il dente del giudizio erompe regolarmente, allineandosi con il resto della dentatura e senza creare alcun problema al mantenimento di una corretta pulizia e igiene, non è necessario né consigliabile procedere alla sua estrazione. In passato l’avulsione veniva consigliata a prescindere, anche come misura preventiva, al fine di poter intervenire sugli ottavi negli stadi precoci, quando le radici non sono ancora completamente formate e l’estrazione risulta quindi più agevole.

Ora invece l’atteggiamento prevalente in ambito dentistico è maggiormente conservativo, e si preferisce procedere all’avulsione solo quando strettamente necessaria. Ecco i principali casi in cui è necessario intervenire:

  • Quando il dente del giudizio si caria o è interessato da ascessi o cisti. In questi casi è sconsigliato procedere a un’otturazione o una devitalizzazione, anche in considerazione della difficoltà di mantenere un’igiene orale ottimale in una zona così scomoda della bocca.
  • Quando il dente del giudizio cresce storto. In questo caso gli ottavi possono ostacolare l’igiene dentale ed esporre i denti vicini al rischio di carie, gengiviti e ascessi, o addirittura spingere sugli altri denti e minare un corretto allineamento delle arcate: in alcuni casi, non trovando spazio, gli ottavi possono addirittura crescere in senso orizzontale.
  • Quando il dente è spuntato solo parzialmente. Se lo sviluppo è incompleto, il cavo orale viene esposto al rischio di nascita di focolai batterici o infiammazioni gengivali.
  • Quando spuntano denti del giudizio in eccesso. Esiste infatti una condizione, chiamata iperdonzia, per cui possono svilupparsi più denti del giudizio per ciascuna semi-arcata: questo crea un sovraffollamento destinato a sfociare in problemi anche seri a carico di tutto il cavo orale.

COME AFFRONTARE L'ESTRAZIONE DI UN DENTE DEL GIUDIZIO

Sebbene l’estrazione di un dente del giudizio possa generare ansia in chi si deve sottoporre all’operazione, è bene ricordare che si tratta di un intervento ormai di routine, con un’incidenza di complicazioni estremamente limitata e con un periodo di guarigione molto breve, in genere di 1-3 giorni.

L’intervento viene svolto in anestesia locale, dopo aver verificato la posizione delle radici attraverso radiografia. In alcuni casi, nei giorni precedenti l’intervento, il dentista può prescrivere un antibiotico per prevenire eventuali infezioni.

Dopo l’intervento è bene mantenere la garza assorbente premuta sul sito dell’estrazione per almeno mezz’ora, assumendo un farmaco antidolorifico e antinfiammatorio prima che svanisca l’effetto dell’anestesia.

Consigliabile è anche dormire su due cuscini morbidi e applicare una borsa del ghiaccio, effettuando l’igiene dentale con delicatezza e sciacquandosi con un colluttorio disinfettante o con acqua e sale. Un’altra raccomandazione per evitare complicazioni è quella di astenersi da alcool e fumo nella settimana successiva all’intervento.

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