Il filo interdentale: come sceglierlo e come usarlo nel modo giusto

Apri l’armadietto del bagno: siamo sicuri di trovare uno spazzolino e un dentifricio, e molto probabilmente ci sarà anche del colluttorio e la scatolina del filo interdentale. È però anche molto probabile che quest’ultimo sia il più trascurato degli oggetti, nonostante la sua importanza per garantire una buona igiene del cavo orale. Il filo, infatti, riesce a rimuovere gli accumuli di cibo e placca anche dove lo spazzolino non riesce a penetrare.

Scopriamo allora cosa è il filo interdentale, come sceglierlo e quale è il suo corretto utilizzo!

Cos’è e a cosa serve il filo interdentale

Il filo interdentale ha una storia piuttosto lunga e sta per compiere ben due secoli! Era infatti il 1819 quando un dentista di New Orleans, Levi Spear Parmly, iniziò a raccomandare ai suoi pazienti di passare un filo di seta cerata tra gli interstizi dei denti «per smuovere quella materia irritante che nessuno spazzolino può rimuovere e che è la vera fonte di malattie».

Il primo filo creato apposta per la pulizia interdentale risale però al 1882, e l’invenzione venne brevettata nel 1898. All’inizio del XX secolo il filo interdentale fu ritratto persino in letteratura, comparendo nell’Ulisse di James Joyce, ma fu solo dopo l’invenzione del filo interdentale in nylon da parte di Charles C. Bass durante la Seconda Guerra Mondiale che questo importante strumento di igiene orale cominciò a essere adottato su vasta scala.

Oggi il filo interdentale è un indispensabile aiuto per la pulizia dei denti. Grazie alla sua capacità di rimuovere i residui di cibo e la placca dove lo spazzolino non arriva è importantissimo. Se non viene utilizzato, infatti, è più facile che la placca possa ristagnare negli interstizi interdentali e trasformarsi in tartaro (per la cui rimozione è necessaria una pulizia professionale) o favorire carie e infezioni al dente o al parodonto, oltre che alito cattivo, gengiviti e sanguinamento.

 

Filo interdentale cerato o non cerato? Come scegliere il filo giusto!

Anche la scelta del filo è importante per garantire un’adeguata igiene dentale. Ci sono infatti diverse tipologie, da quelle aromatizzate al mentolo a quelle imbevute di fluoro. La differenza più importante da comprendere è però quella tra filo cerato e non cerato. Cosa vuol dire?

Il filo interdentale cerato è rivestito di una patina sottile di cera: in questo modo le fibre che lo compongono sono più resistenti ed è più difficile che il filo possa rompersi. Il filo interdentale non cerato è invece sprovvisto di questa copertura ed è più indicato per gli spazi più ristretti, dove sfilacciandosi le fibre possono offrire una superficie più ampia per rimuovere i residui.

Non è questa però l’unica cosa da sapere: esistono infatti diverse alternative al normale filo interdentale. Per esempio il filo interdentale a fiocchi è indicato per chi indossa una protesi o un apparecchio ortodontico, mentre la cosiddetta forcella tendifilo a Y è uno strumento che permette di raggiungere più facilmente i denti posteriori, ed è particolarmente indicata per pazienti con capacità manuali limitate.

La stessa funzione del filo interdentale può essere svolta anche tramite uno scovolino o uno stimolatore gengivale. Il primo è uno spazzolino molto sottile con una testina conica, mentre il secondo, che presenta una testina di gomma, è utile per stimolare la circolazione sanguigna nei soggetti che presentano una recessione delle gengive.

 

Come si passa il filo interdentale? Una guida al corretto utilizzo

Insomma, è chiaro che il filo interdentale sia uno strumento importantissimo per la cura della bocca: perché allora così tanti lo trascurano? Nella maggior parte dei casi purtroppo la causa è la pigrizia e il poco tempo che si vuol dedicare all’igiene orale, sottovalutandone l’importanza, ma alcune volte le difficoltà sono dovute al fatto che molte persone non lo sanno utilizzare correttamente: se lo si usa in modo inappropriato o maldestro si rischia di causare il sanguinamento delle gengive.

Come passare il filo interdentale correttamente? Innanzitutto bisogna staccare un pezzo di filo di circa 35-40 cm, arrotolandolo intorno al dito medio di entrambe le mani in modo di avere una porzione di filo di circa 5-6 cm tra le due dita. Fatto questo si può iniziare a passare il filo tra due denti, tenendolo teso con gli indici e “abbracciando” il dente. Quando il filo è sporco si può passare a un’altra porzione srotolandolo da uno dei due medi e arrotolandolo intorno all’altro.

Il filo interdentale deve essere passato su tutte le pareti dentali: non è quindi sufficiente inserirlo tra due denti, ma è necessario pulire singolarmente le pareti di entrambi i denti adiacenti. Inoltre, molti dimenticano di passarlo nella zona al di sotto del margine gengivale, ovvero nello spazio tra dente e gengiva.

Quanto spesso bisogna utilizzare il filo interdentale? Idealmente, il filo andrebbe utilizzato quotidianamente. Una buona abitudine da prendere, ma attenzione: non deve andare a discapito di una corretta igiene dentale con spazzolino e dentifricio. Senza di quella, anche il filo diventa uno strumento inutile.

 

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