Piorrea e diabete: un legame da tenere sempre d’occhio

Non sono molti a saperlo, ma il diabete e la salute del cavo orale sono in stretta relazione tra di loro. In particolare questa patologia può facilitare l’insorgere di infiammazioni del parodonto come la piorrea (o parodontite), configurandosi come un fattore di rischio aggravante: se una persona su due in Italia è affetta da malattia parodontale, infatti, questa percentuale aumenta in presenza di diabete. Cosa determina questo rischio? E come è possibile intervenire?

CHE COS'È LA PIORREA E COME SI MANIFESTA?

La parodontite, denominata piorrea nel gergo comune, è un insieme di patologie infettive che determinano un’infiammazione del parodonto, ovvero quel complesso di tessuti che collega i nostri denti alle ossa mascellari, sostenendoli. I suoi sintomi principali sono il sanguinamento e l’arretramento delle gengive, l’insorgere di alitosi e dolori gengivali e l’eccessiva mobilità dei denti.

Cosa causa la parodontite? Spesso si tratta di diversi fattori legati tra di loro, ma nella maggioranza dei casi il motivo ricorrente è un’igiene orale non adeguata: in questi casi la placca si accumula nelle zone più difficili da raggiungere con lo spazzolino, calcificando e trasformandosi in tartaro e creando delle infiammazioni che rischiano di attaccare i tessuti che collegano il dente con la gengiva, portando la gengiva a sanguinare e a ritirarsi, scoprendo man mano il dente.

Altri motivi scatenanti possono essere quelli legati a malocclusioni, protesi non aderenti, cattive abitudini (sottoalimentazione, tabagismo, consumo di alcol e droghe, consumo eccessivo di pane bianco, zuccheri o carne rossa) o microtraumi causati dall’uso scorretto di stuzzicadenti e filo interdentale. Inoltre, come abbiamo già accennato, in presenza di diabete il rischio di parodontite può crescere.

COSA LEGA DIABETE E PIORREA?

Sono sempre di più gli studi che confermano che, tra i fattori che possono scatenare la piorrea, vi sia l’abbassamento delle difese immunitarie causato da situazioni ereditarie, psichiche (come per esempio lo stress) o organiche, come il diabete. Recenti ricerche hanno infatti evidenziato come la piorrea colpisca tre pazienti diabetici su quattro, con un aumento del rischio di contrarla del 50% e con un decorso che degenera in maniera più veloce.

Proprio gli effetti del diabete presentano un terreno fertile per la parodontite: l’iperglicemia innalza infatti il livello di risposta infiammatoria nei tessuti gengivali delle persone diabetiche. Questo, insieme all’alterazione del livello di acidità del cavo orale, favorisce lo sviluppo di problematiche legate al colletto gengivale, come le gengiviti e le parodontiti.

Il rapporto tra diabete e piorrea è bidirezionale, secondo quanto confermato da alcune recenti ricerche: da una parte il controllo dei valori glicemici permette una migliore risposta immunitaria alle infezioni, mentre dall’altra la cura della parodontite può abbassare le richieste di insulina nel paziente soggetto a diabete.

DIABETE E PARODONTITE: COSA FARE?

Cosa fare dunque in caso si soffra di diabete? Per gli individui diabetici affetti da parodontite il consiglio è quello di sottoporsi con maggiore frequenza (ogni tre o quattro mesi) a controlli da parte del proprio dentista ed effettuare frequenti sedute di igiene professionale e detartrasi. In questo modo è possibile eliminare placca e tartaro anche nelle aree più difficili da raggiungere nella consueta igiene orale quotidiana, quali gli spazi interdentali e l’area subgengivale.

Qualora si sospetti di essere affetti da parodontite è importante non trascurare i sintomi, in quanto un aggravarsi delle condizioni potrebbe portare ad ascessi o recessioni gengivali e richiedere interventi chirurgici o impianti dentali.

Come per altre patologie, è però essenziale che il paziente diabetico comunichi tempestivamente al proprio dentista il proprio quadro clinico, in particolare in caso di una prima visita odontoiatrica, in modo da dare al dottore la possibilità di eseguire un’eventuale visita di controllo preventiva. Il rischio di emorragie e i tempi di recupero sono infatti fattori che il dentista deve analizzare e discutere con il proprio paziente prima di ogni intervento.

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Prevenire, soprattutto in caso di malattie come il diabete, è meglio che curare! Un controllo regolare e scrupoloso, abbinato a frequenti sedute di igiene orale professionale, è la miglior terapia da seguire. Il nostro staff è preparato a intervenire anche su pazienti diabetici, garantendo cure adeguate ad ogni situazione.

Le nostre cliniche di Cantù e Gerenzano sono a vostra disposizione a orario continuato.

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